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Author: PatheticEarthling

Tutti pronti per la prova costume?

Tutti pronti per la prova costume?

L’estate è in arrivo, e con essa la fatidica e “terrificante” prova costume. Gli eccessi di un inverno lungo e noioso si fanno sentire? Qualche chilo in eccesso vi fa dannare? Beh, non disperate, esistono una serie di soluzioni a questo problema che se cominciate fin da subito vi metteranno a posto per i primi di giugno. Certo, anche se l’inverno è un momento triste, freddo e spesso complesso da affrontare se si amano le stagioni calde, avremmo potuto cercare di mantenerci in forma, ma nonostante non lo si sia fatto non tutto è perduto.

Rimettersi in sesto per la prova costume

La prova costume ci mette alle strette, se non siamo stati virtuosi prima ci tocca esserlo adesso mettendo un impegno notevole in quello che si andrà a fare. Dunque, prima di ogni altra cosa è una buona attività quella di andare a correre, la stagione sta dando ottime giornate e quindi può essere buona cosa cominciare a fare questo tipo di attività, magari avvalendosi di un contapassi che ci mostra quanta strada si è percorsa. È una cosa ottimale quella di fissare degli obietti giornalieri che devono essere sempre raggiunti. Con questo tipo di esercizio si vanno a tonificare molto le gambe e le cosce, e grazie al sudore che si andrà a perdere si potrà anche perdere i chili in eccesso. Naturalmente si deve accompagnare l’esercizio fisico ad una dieta alimentare corretta, fatta di cibo sano e controllato.

Per quanto riguarda la pancia, si consiglia di aggiungere a tutto questo anche esercizi per i muscoli addominali, che si possono fare tranquillamente in casa avvalendosi di un tappetino e di qualcosa che ci tenga ferme le gambe. Facendo una ricerca su internet si possono seguire dei piani di allenamento corretti sulla base dei propri parametri fisici. Seguendo fedelmente questo piano di azione, si arriverà a giugno senza dover più temere la prova costume, in quanto ci presenteremo sulla spiaggia con un fisico asciutto e decisamente tonico, e nessuno saprà di come eravamo qualche mese prima mentre si stava “spiaggiati” sul divano con indosso un improbabile pigiama di pile.

Non aver paura di indossare il costume da mare, ma di una dieta alimentare scorretta e di giornate perse nell’ozio!

TFS: perché non è così giusto

TFS: perché non è così giusto

I tempi per l’erogazione del TFS attraverso la cessione sono a dir poco biblici: fino a 7 anni, se consideriamo i 2 canonici più i 5 massimi di distanza tra i 62 e i 67 previsti dalla Legge Fornero. In effetti gli scaglioni previsti affinché il pensionato riceva la buonuscita sono stabiliti ogni 12 mesi; e i ritardi riscontrati da non pochi ex dipendenti pubblici purtroppo non sono rari.

Va altresì segnalato che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo il pagamento in differita del TFS in caso di pensione anticipata, che fu istituita nel Decreto Salva Italia del 2011. La grave situazione di crisi di allora è passata, ma gli accrediti “restrittivi” restano. Si noti che ciò non accade per i pensionati che hanno diritto al TFR, per il quale i tempi sono drasticamente più rapidi anche nel caso di dipendenti pubblici.

Si potrebbe obiettare che con la legge 26 istitutiva del reddito di cittadinanza e Quota 100 viene stabilita la possibilità di ottenere un anticipo fino a 45.000 euro del proprio TFS, ma in realtà l’accordo quadro tra i ministeri dell’Economia, del Lavoro e della PA (insieme all’Abi) non è stato ufficialmente siglato; doveva arrivare, come da norma, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di cui sopra, ossia al 30 maggio scorso, ma non se ne hanno tracce. Mancano anche il Decreto del Presidente del Consiglio, quello che preciserebbe le norme attuative dell’anticipo (che poi altro non è che un prestito) e la convezione tra INPS e ministeri per la gestione del fondo statale di garanzia.

Cosa significano queste assenze? Che i destinatari del TFS che iniziano ad andare in pensione dal primo agosto scorso grazie alla Quota 100 in realtà non possono ancora fa richiesta per ottenere quei 45.000 euro. Nella pratica, nulla è ad oggi cambiato, e peraltro qualunque sia la risoluzione dell’attuale crisi di Governo pare ormai certo che si dovrà ancora attendere. Si noti anche che non pochi dipendenti della PA, soprattutto gli insegnanti dal prossimo settembre, hanno deciso di usufruire della Quota 100 proprio per avere subito l’anticipo del TFS, ma resteranno a bocca asciutta.

Meningite: è allarme?

Meningite: è allarme?

In seguito gli episodi avvenuti a Roma e Bologna, è giusto parlare d’allarme meningite? Solitamente, la meningite è d’origine infettiva e può essere virale, batterica o originata da funghi. Si tratta di un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale.

Le meningiti batteriche centrano soprattutto i bambini dalla fascia di età al di sotto i 5 anni. A volte, in base al germe che attacca, centrano a altre fasce di età. Difatti, le forme da meningococco colpiscono anche gli adolescenti e i giovani adulti, invece le meningiti da pneumococco percuotono soprattutto gli anziani. L’antibiotico (per le forme batteriche) non sempre è adeguato, la cosa fondamentale è il vaccino.

I sintomi di questa malattia dipendono dal germe che causa la meningite, tra i più tipici ci sono: febbre alta, rigidità nucale, mal di testa, nausea e vomito, alterazione del livello di coscienza, convulsioni. Nel neonato, questi sintomi non sono tutti evidenti, ma si può manifestare irritabilità, febbre alta, sonnolenza, convulsioni, un pianto ininterrotto e poco appetito.

Un fattore di rischio può considerarsi la vita di comunità, ovvero i soggetti che vivono in ambienti comuni, come ad esempio gli studenti nei dormitori universitari, persone in ostello, reclute militari… hanno un rischio più alto di meningite da meningococco. Anche il fumo ed esposizione al fumo passivo è tra i fattori di rischio, così come altre infezioni delle prime vie respiratorie.

Tra le complicazioni gravi della meningite, si percepiscono danni neurologici permanenti (perdita dell’udito, della capacità di comunicare o di apprendere, della vista), problemi comportamentali e danni cerebrali, sino alla paralisi. Mentre fra le complicazioni di natura non neurologica, possono riscontrarsi danni renali, danni alle ghiandole surrenali, con consequenziali squilibri ormonali.

La vaccinazione a scopo preventivo resta la migliore soluzione. Infatti, lo strumento più efficiente contro la meningite batterica è il vaccino, ma quale fare? Per la forma batterica da meningococco esistono al momento tre vaccini:

  • il vaccino che protegge dal sierotipo C (MenC)
  • il vaccino tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y
  • il vaccino contro il meningococco di tipo B

Mentre per le altre forme batteriche, è disponibile anche per l’Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) e per lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco).

L’infezione da meningococco spaventa, tuttavia conoscere i sintomi da non sottovalutare, le norme igieniche da rispettare e

L’ opportunità di vaccino per la meningite, le disposizioni igieniche da adottare e i sintomi da non sottovalutare, favoriscono a conoscere meglio l’argomento e ad affrontarlo con maggior cognizione.

Come evitare Big Pharma

Come evitare Big Pharma

Big Pharma è un’espressione con cui si designa il complesso delle grandi case farmaceutiche internazionali, una sorta di “cartello” che agisce, in tema di ricerca e distribuzione, non in base a fini etici bensì a scopo eminentemente speculativo, comportamento completamente opposto rispetto a quello di laboratori come il Laboratorio Canevari.

Non sono ormai rare le notizie di una Big Pharma che corregge illecitamente i dati statistici, che monopolizza importanti cure salvavita o che, al contrario, non ne fa progredire lo sviluppo perché i guadagni ne risulterebbero penalizzati.

Come difendere la propria salute e quella dei propri cari da questa lobby? Anzitutto senza cadere nel complottismo: se da un lato è vero che i farmaci utili nella pratica clinica non sono più di una decina, e nella pratica specializzata non superano il centinaio (a fronte dei milioni di prodotti in commercio!), dall’altro lato può essere anche più dannoso rifiutare a priori cure farmacologiche. È il caso dei vaccini e degli antitumorali, giusto per fare due esempi.

Tuttavia possiamo evitare di cedere alle lusinghe di Big Pharma, e smettere di sovvenzionarla più del necessario. In Italia, infatti, il fatturato delle case farmaceutiche è altissimo, e oltre ai casi di sui sopra consumiamo in realtà un sacco dei cosiddetti farmaci da banco assolutamente inutili.

Tra i farmaci capaci di generare più introiti ci sono gli integratori alimentari. Funzionano? No. Risparmiando dei soldi (non pochi) e guadagnando in salute, la soluzione è quella di rivolgersi al proprio medico e cercare una soluzione il più naturale possibile. In molti casi basta infatti una dieta equilibrata e mirata alle proprie esigenze.

Altra categoria di cure che possiamo evitare riguarda tutti quei disturbi fisici legati allo stress. Ora, di certo non possiamo eliminare questo stress (e neppure Big Pharma!), ma in casi di gastrite nervosa, indigestione, problemi del sonno, perdita di appetito o tensione muscolare possiamo rivolgerci alla nostra farmacia di fiducia che preparerà un galenico su misura per noi. Inoltre uno dei grossi limiti delle grandi case è che i principi attivi, a lungo andare, perdono di efficacia. I galenici, invece, essendo preparati sul momento, possono essere composti ad hoc per un consumo immediato: i principi attivi rimangono più stabili e trarremo maggiore giovamento dal composto.

Il potere occulto della pubblicità

Il potere occulto della pubblicità

La pubblicità e l’effetto che essa ha sulla mente umana è risaputo, quantomeno a livello commerciale. Quanto può essere davvero potente quello che possiamo definire il potere occulto della pubblicità? Nel nostro articolo andremo a vedere da vicino il mondo della pubblicità e il potere che esercita su chi si sofferma a guardarla.

Il potere occulto della pubblicità: il tasso di negoziazione

La pubblicità funziona davvero, ma cosa si nasconde dietro ad essa per portare l’utenza verso un determinato prodotto? Se prendiamo un’agenzia pubblicitaria di Milano, di Torino, o di Roma, troviamo una cosa in comune: il fatto è che le aziende hanno capito un punto fondamentale, ovvero che coloro che guardano la pubblicità non fanno caso al prodotto in sé, ma a ciò che interessa loro in un determinato momento.

In pratica, le aziende hanno creato pubblicità che funzionano grazie al loro elevato tasso di negoziazione. Questo perché hanno capito come funziona la mente umana e l’inconscio, il segreto praticamente è scoprire su cosa fare leva per portare le persone al proprio prodotto.

Quando passa una pubblicità in televisione, quello a cui facciamo caso non è tanto il prodotto in sé, ma la sua finalità. Porremo maggiore interesse allo stesso, se sarà utile a qualcosa per cui vivete un problema diretto. Ad esempio, un prodotto per i brufoli se questi sono il vostro tallone di Achille, e così via.

Per questo motivo le pubblicità non perdono tempo nel descrivere la forma di un prodotto, ma si concentrano sulle sue azioni e sui risultati che producono.

Il potere occulto della pubblicità: il target

Le aziende si prefissano un target, individuano quale sia l’elemento sociale che presenta più problematiche, e fanno leva su questo per attirare l’attenzione delle persone. La forza di queste pubblicità, è che riescono a negoziare e conquistare l’attenzione di milioni di persone senza che sia necessario parlare con loro direttamente vis a vis.

In pratica, parlano loro dei loro problemi, dei loro desideri e così via, presentando già anche la soluzione. Questo sistema intrinseco, garantisce che la gente si lasci coinvolgere dal messaggio nascosto tra le righe, convincendosi che quel prodotto è davvero quello che gli serve per risolvere tutti i propri problemi.

Perchè gli italiani sono matti per l’azzardo

Perchè gli italiani sono matti per l’azzardo

 

Siamo esseri umani e per natura amiamo il rischio. L’italiano in particolare è il prototipo ideale di persona che investe tempo e denaro nelle scommesse sportive. Adoriamo giocare, e come accade ogni volta con il gioco, dedichiamo tanto del nostro tempo libero a seguire il mondo delle scommesse. E soprattutto, amiamo lo sport, in maniera particolare il calcio, ci piace guardare e seguirlo. Si dice, non a caso, che “siamo tutti allenatori”.

Cerchiamo di capire, con il sito scommessecommentierecensioni.com, per quale motivo.

Le scommesse sono un eccellente modo per mostrare a noi stessi, ai nostri amici e agli altri, tutto ciò che sappiamo sullo sport. Inoltre, esse ci aiutano ad avvicinarci agli sport per i quali non abbiamo mai avuto alcuna predilezione, solo per il semplice fatto di cercare di ottenere delle vincite più alte del normale.

Inoltre, nel caso in cui dovessimo riuscire a guadagnare un po’ di soldi, tanto meglio. Se dicessimo che l’essere umano ama rischiare, ci sarebbe da aggiungere che siamo anche avidi, ed è per questo motivo che cerchiamo a tutti i costi di evitare di perdere denaro.

Quando scommettiamo cambia un aspetto fondamentale dell’approccio umano allo sport: il grado di coinvolgimento. Ci sentiamo legati con tutto ciò che abbiamo a questa o quella squadra, celebriamo i gol e i successi di questo o quel giocatore, mentre ci disperiamo per gli errori o i gol subiti (anche se non è la nostra squadra del cuore). Vogliamo che quel team vinca, non ci sono storie.

In pratica, le scommesse ci permettono di seguire lo sport con più passione. Tutto questo ci porta a una scelta logica: evitare di andare contro i nostri interessi “del cuore” in quanto non amiamo scommettere contro la nostra squadra o contro il nostro giocatore preferito, a meno che non vediamo molto chiaramente che la vittoria potrebbe stare da un’altra parte.

E allora, in conclusione, perché all’italiano medio piace scommettere? Ci piace perché ci diverte. Ci sentiamo legati al “betting” perché ci piacciono i soldi. E soprattutto perché amiamo lo sport.

Assediati dal raffreddore

Assediati dal raffreddore

Il raffreddore e la tosse non risparmiano nessuno, in maniera particolare in inverno, e la maggior parte di noi passerà, purtroppo qualche giorno in casa assediato da questo fastidioso (ma per fortuna non grave) problema.

Come fare per poter curare il raffreddore usando solo metodi naturali? Vediamo in questo articolo dei rimedi casalinghi benefici per il corpo per controllare la produzione di muco e rafforzare le difese immunitarie.

Tè allo zenzero

Ferma il gocciolamento del naso ed espelle il catarro dalle vie respiratorie. Inoltre, lo zenzero è noto per lenire un comune raffreddore e renderlo più sopportabile, accelerando il processo di recupero.

Latte e curcuma

Oltre al tè allo zenzero, una miscela di latte caldo e curcuma è un modo popolare ed efficace per combattere la tosse ed il raffreddore. Questo mix può essere preso sia dagli adulti che dai bambini.

Limone, cannella e miele

Si tratta di preparare uno sciroppo a base di questi tre ingredienti, ecco come: metti un po’ di miele in una padella e scaldalo a bagnomaria finché non è sciolto. Quindi aggiungi un pizzico di cannella e del limone. Fai raffreddare e bevi questo sciroppo per combattere il raffreddore in maniera efficace e naturale.

Miele e grappa

La grappa, ma più in generale l’alcol, mantiene il petto caldo e aumenta il calore del corpo, mentre il miele aiuta a combattere la tosse. Un cucchiaino di grappa e miele migliora la tosse.

Acqua tiepida

Bere acqua tiepida permette di combattere il raffreddore, la tosse e il mal di gola, riducendo l’infiammazione. Inoltre, l’acqua aiuta a reintegrare i liquidi nel corpo e permette di liberarsi dall’infezione che ci sta assediando.

Semi di lino per la tosse e il raffreddore

Fai bollire dei semi di lino finché non si addensano, poi scola. Aggiungi qualche goccia di succo di limone e del miele. Consumare la miscela per avere un sollievo molto veloce per il raffreddore e la tosse.

Soffritto di aglio

Fai soffriggere un paio di spicchi d’aglio nel burro e consuma il tutto quando è caldo. Può suonare come un intruglio “particolare” e di poco gusto (il che forse è vero), ma combatte molto bene sia la tosse che il raffreddore.

Chiudiamo infine con il suggerimento si alcune risorse online, in maniera particolare questo sito sulla rinite allergica e questo sul raffreddore.

Difendersi dalla puzza

Difendersi dalla puzza

L’odore del corpo è una questione delicata che è affrontata in maniera comune dalle aziende sanitarie che realizzano prodotti finalizzati proprio ridurre temporaneamente la puzza. Si tratta di prodotti chimici che creano una barriera dalla quale l’odore del corpo, per una breve durata, non esce. In realtà, sono solo dei palliativi, nel senso che non vanno ad agire sulle cause del cattivo odore.

Per avere la certezza di ridurre al minimo il cattivo odore è importante avere una buona igiene personale, dato che al contrario si arriva ad una situazione in cui si sviluppa non poco cattivo odore dalle ascelle, dai genitali e anche dalla zona intorno ai capezzoli.

Per evitare eccessiva sudorazione e uno sgradevole odore del corpo, ecco tre rimedi casalinghi che potete mettere in pratica già da oggi.

Radere le ascelle

I peli sotto le braccia sono un ambiente paludoso per i batteri, in maniera particolare in bella stagione. I peli sono porosi, il che significa che assorbono facilmente gli odori e rallentano l’evaporazione del sudore, provocando quel tipico odore di formaggio vecchio e stantio. Ecco perché radere le ascelle è una buona idea per evitare che i batteri non rimangano intrappolati nei peli provocando cattivo odore. Il sito sull’iperidrosi ZeroImbarazzo è una delle migliori guide in questo campo.

Cambiare spesso le scarpe

Un errore comune che si compie spesso è pensare che il peggior odore del corpo possa arrivare dalle ascelle, in realtà uno di quelli più ripugnanti viene dai piedi. Cambiare le scarpe in maniera frequente, e indossare calzature aperte in estate, ti permetterà di fargli prendere aria ed evitare che gli odori rimangano concentrati in un’unica area. Questo riduce anche il numero di batteri che si fermano nelle scarpe e sono in grado di provocare cattivo odore. Sul sito Albanesi trovate una guida completa riferita alle scarpe da running.

Usare l’aceto

Che si tratti di aceto di mele o di vino, esso è un grado di ridurre il livello del pH della pelle e di portarlo ad un ambiente anti-batteri. E’ consigliato spruzzare l’aceto sotto le braccia quando si esce dalla doccia, ma non subito dopo aver rasato le ascelle. Su Vivere più sani trovate consigli specifici su prodotti naturali per combattere il cattivo odore della pelle.

L’arroganza del Veneto

L’arroganza del Veneto

L’Italia è un paese unico da diversi punti di vista, le città del nostro paese ed i rispettivi abitanti si contraddistinguono per storia e tradizione. Ad oggi ci sono dei forti luoghi comuni che accompagnano le genti del nostro stivale, ma che non necessariamente rispecchiano la realtà: a Milano sono “polentoni”, a Treviso si dice che sono “ciacoloni”, ovvero chiacchieroni, a Genova sono “braccini corti”, cioè tirchi, a Roma sono “caciari”, ovvero casinisti. Insomma, città che vai e detto che trovi.

Oggi ci vogliamo soffermare in maniera particolare sulle caratteristiche dei veneti, popolo tra i più operosi e lavoratori del nostro paese, che i luoghi comuni definiscono arroganti. Ma è proprio così? Quanto c’è di vero in questa affermazione?

Le caratteristiche principali dei veneti sono:

  • umoristici, sono persone che scherzano su tutto e spesso non si prendono sul serio, ma questo non vuole dire che non affrontano la vita e il lavoro in maniera professionale, anzi. Proprio questa giovialità, unita alla serietà nella vita, li rende più unici che rari;
  • esagerati, in particolare i veneti. Essi magnificano la città di Venezia, una delle più belle al mondo, e hanno anche ragione a farlo, se a volte non esagerassero;
  • altruistici, a volte anche a costo di far danno a sé stessi, molti veneti sono ben disposti ad aiutare gli altri senza porsi problemi, in maniera particolare se si tratta di amici o parenti;
  • presuntuosi ed arroganti, a volte è proprio così, i veneti, ed i veneziani in maniera particolare, sono capaci di essere anche persone presuntuose ed arroganti in virtù del fatto che per loro è un vanto il passato glorioso del capoluogo della loro regione;
  • grandi lavoratori, in qualunque campo. Dal settore agricolo fino a quello del management aziendale, dall’industria dei viaggi e del turismo fino a quella del web, ovunque i veneti si contraddistinguono per la loro operosità. Il successo in campo regionale, nazionale ed internazionale di aziende come la Veneto Agricoltura, la Mp Group Italia e la Princess Tour ne sono la testimonianza.

Se vi intriga e volete conoscere di più i veneti, il miglior modo è entrare direttamente in contatto con loro. Un buon punto di inizio è farlo a livello lavorativo (qui trovate ad esempio il sito ufficiale della Mp Group Italia e qui quello della Veneto Agricoltura), potrete così ammirarne la laboriosità e, quando ne sarete diventati anche amici, capirete che sono persone squisite, uniche in ogni senso.

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

In Italia vediamo una situazione particolare da qualche tempo a questa parte, sembra quasi che gli italiani siano meno importanti rispetto agli stranieri. Ma non a tutti, badate bene, sono alcune particolari categorie.

Se ci fate caso, infatti, gli stranieri maggiormente protetti sono gli extracomunitari, che arrivano nel nostro paese in cerca di lavoro o di fortuna varia. Badate bene, non vogliamo essere razzisti, siamo lontani anni luce da questa idea e siamo convinti che ogni persona ha il diritto di vivere la sua vita come meglio crede, e se questo significa farlo in Italia, ben venga.

Il punto fondamentale è che, a volte, sembra quasi che gli stranieri hanno più diritti di noi italiani, che siano intoccabili, e questo, da italiano, ovviamente non va giù. Ma, d’altronde, sarebbe la stessa cosa se andassimo noi a fare da padroni in casa altrui. E’ di qualche tempo la storia, rimbalzata su tutti i telegiornali, del voler togliere il crocifisso dalle scuole, ma come ha detto Matteo Maria Zuppi, arcivescono di Bologna, “accogliere non è togliere il crocifisso dalle scuole, perché fa parte della nostra cultura“.

La sudditanza psicologica verso gli stranieri si registra in tanti campi, quello appena citato è solo uno dei vari. Se andassimo noi all’estero, ad esempio, non tutti i paesi sarebbero disposti ad avere tanta “soggezione” verso di noi. Prendiamo il Regno Unito, ad esempio, dove ci sono tantissimi stranieri che sono perfettamente integrati e che rispettano le leggi del luogo, che di certo non cambiano per essi.

Oppure andiamo in Francia, dove il popolo transalpino viene prima di ogni altra cosa. Prendiamo il lavoro, ad esempio, dove i francesi sono molto tutelati, ancora si prenda la cucina francese, che è tutelata dal primo all’ultimo ristorante come se fosse un patrimonio nazionale (e, a tutti gli effetti, è così).

Saliamo un po’ più al nord, in Svezia o in Islanda, dove la sovranità del popolo è riconosciuta e protetta, contro tutto e tutti.

E allora, da dove arriva cotanta sudditanza? L’UE ci ha messo sicuramente del suo, portando ogni paese a dover necessariamente accettare persone di altra nazionalità, ma un livello così elevato di “soggezione”, tanto da diventare in alcuni casi quasi un “asservimento”, non si è raggiunto da nessun’altra parte all’infuori della nostra penisola.