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Author: PatheticEarthling

Come evitare Big Pharma

Come evitare Big Pharma

Big Pharma è un’espressione con cui si designa il complesso delle grandi case farmaceutiche internazionali, una sorta di “cartello” che agisce, in tema di ricerca e distribuzione, non in base a fini etici bensì a scopo eminentemente speculativo, comportamento completamente opposto rispetto a quello di laboratori come il Laboratorio Canevari.

Non sono ormai rare le notizie di una Big Pharma che corregge illecitamente i dati statistici, che monopolizza importanti cure salvavita o che, al contrario, non ne fa progredire lo sviluppo perché i guadagni ne risulterebbero penalizzati.

Come difendere la propria salute e quella dei propri cari da questa lobby? Anzitutto senza cadere nel complottismo: se da un lato è vero che i farmaci utili nella pratica clinica non sono più di una decina, e nella pratica specializzata non superano il centinaio (a fronte dei milioni di prodotti in commercio!), dall’altro lato può essere anche più dannoso rifiutare a priori cure farmacologiche. È il caso dei vaccini e degli antitumorali, giusto per fare due esempi.

Tuttavia possiamo evitare di cedere alle lusinghe di Big Pharma, e smettere di sovvenzionarla più del necessario. In Italia, infatti, il fatturato delle case farmaceutiche è altissimo, e oltre ai casi di sui sopra consumiamo in realtà un sacco dei cosiddetti farmaci da banco assolutamente inutili.

Tra i farmaci capaci di generare più introiti ci sono gli integratori alimentari. Funzionano? No. Risparmiando dei soldi (non pochi) e guadagnando in salute, la soluzione è quella di rivolgersi al proprio medico e cercare una soluzione il più naturale possibile. In molti casi basta infatti una dieta equilibrata e mirata alle proprie esigenze.

Altra categoria di cure che possiamo evitare riguarda tutti quei disturbi fisici legati allo stress. Ora, di certo non possiamo eliminare questo stress (e neppure Big Pharma!), ma in casi di gastrite nervosa, indigestione, problemi del sonno, perdita di appetito o tensione muscolare possiamo rivolgerci alla nostra farmacia di fiducia che preparerà un galenico su misura per noi. Inoltre uno dei grossi limiti delle grandi case è che i principi attivi, a lungo andare, perdono di efficacia. I galenici, invece, essendo preparati sul momento, possono essere composti ad hoc per un consumo immediato: i principi attivi rimangono più stabili e trarremo maggiore giovamento dal composto.

Il potere occulto della pubblicità

Il potere occulto della pubblicità

La pubblicità e l’effetto che essa ha sulla mente umana è risaputo, quantomeno a livello commerciale. Quanto può essere davvero potente quello che possiamo definire il potere occulto della pubblicità? Nel nostro articolo andremo a vedere da vicino il mondo della pubblicità e il potere che esercita su chi si sofferma a guardarla.

Il potere occulto della pubblicità: il tasso di negoziazione

La pubblicità funziona davvero, ma cosa si nasconde dietro ad essa per portare l’utenza verso un determinato prodotto? Se prendiamo un’agenzia pubblicitaria di Milano, di Torino, o di Roma, troviamo una cosa in comune: il fatto è che le aziende hanno capito un punto fondamentale, ovvero che coloro che guardano la pubblicità non fanno caso al prodotto in sé, ma a ciò che interessa loro in un determinato momento.

In pratica, le aziende hanno creato pubblicità che funzionano grazie al loro elevato tasso di negoziazione. Questo perché hanno capito come funziona la mente umana e l’inconscio, il segreto praticamente è scoprire su cosa fare leva per portare le persone al proprio prodotto.

Quando passa una pubblicità in televisione, quello a cui facciamo caso non è tanto il prodotto in sé, ma la sua finalità. Porremo maggiore interesse allo stesso, se sarà utile a qualcosa per cui vivete un problema diretto. Ad esempio, un prodotto per i brufoli se questi sono il vostro tallone di Achille, e così via.

Per questo motivo le pubblicità non perdono tempo nel descrivere la forma di un prodotto, ma si concentrano sulle sue azioni e sui risultati che producono.

Il potere occulto della pubblicità: il target

Le aziende si prefissano un target, individuano quale sia l’elemento sociale che presenta più problematiche, e fanno leva su questo per attirare l’attenzione delle persone. La forza di queste pubblicità, è che riescono a negoziare e conquistare l’attenzione di milioni di persone senza che sia necessario parlare con loro direttamente vis a vis.

In pratica, parlano loro dei loro problemi, dei loro desideri e così via, presentando già anche la soluzione. Questo sistema intrinseco, garantisce che la gente si lasci coinvolgere dal messaggio nascosto tra le righe, convincendosi che quel prodotto è davvero quello che gli serve per risolvere tutti i propri problemi.

Perchè gli italiani sono matti per l’azzardo

Perchè gli italiani sono matti per l’azzardo

 

Siamo esseri umani e per natura amiamo il rischio. L’italiano in particolare è il prototipo ideale di persona che investe tempo e denaro nelle scommesse sportive. Adoriamo giocare, e come accade ogni volta con il gioco, dedichiamo tanto del nostro tempo libero a seguire il mondo delle scommesse. E soprattutto, amiamo lo sport, in maniera particolare il calcio, ci piace guardare e seguirlo. Si dice, non a caso, che “siamo tutti allenatori”.

Cerchiamo di capire, con il sito scommessecommentierecensioni.com, per quale motivo.

Le scommesse sono un eccellente modo per mostrare a noi stessi, ai nostri amici e agli altri, tutto ciò che sappiamo sullo sport. Inoltre, esse ci aiutano ad avvicinarci agli sport per i quali non abbiamo mai avuto alcuna predilezione, solo per il semplice fatto di cercare di ottenere delle vincite più alte del normale.

Inoltre, nel caso in cui dovessimo riuscire a guadagnare un po’ di soldi, tanto meglio. Se dicessimo che l’essere umano ama rischiare, ci sarebbe da aggiungere che siamo anche avidi, ed è per questo motivo che cerchiamo a tutti i costi di evitare di perdere denaro.

Quando scommettiamo cambia un aspetto fondamentale dell’approccio umano allo sport: il grado di coinvolgimento. Ci sentiamo legati con tutto ciò che abbiamo a questa o quella squadra, celebriamo i gol e i successi di questo o quel giocatore, mentre ci disperiamo per gli errori o i gol subiti (anche se non è la nostra squadra del cuore). Vogliamo che quel team vinca, non ci sono storie.

In pratica, le scommesse ci permettono di seguire lo sport con più passione. Tutto questo ci porta a una scelta logica: evitare di andare contro i nostri interessi “del cuore” in quanto non amiamo scommettere contro la nostra squadra o contro il nostro giocatore preferito, a meno che non vediamo molto chiaramente che la vittoria potrebbe stare da un’altra parte.

E allora, in conclusione, perché all’italiano medio piace scommettere? Ci piace perché ci diverte. Ci sentiamo legati al “betting” perché ci piacciono i soldi. E soprattutto perché amiamo lo sport.

Assediati dal raffreddore

Assediati dal raffreddore

Il raffreddore e la tosse non risparmiano nessuno, in maniera particolare in inverno, e la maggior parte di noi passerà, purtroppo qualche giorno in casa assediato da questo fastidioso (ma per fortuna non grave) problema.

Come fare per poter curare il raffreddore usando solo metodi naturali? Vediamo in questo articolo dei rimedi casalinghi benefici per il corpo per controllare la produzione di muco e rafforzare le difese immunitarie.

Tè allo zenzero

Ferma il gocciolamento del naso ed espelle il catarro dalle vie respiratorie. Inoltre, lo zenzero è noto per lenire un comune raffreddore e renderlo più sopportabile, accelerando il processo di recupero.

Latte e curcuma

Oltre al tè allo zenzero, una miscela di latte caldo e curcuma è un modo popolare ed efficace per combattere la tosse ed il raffreddore. Questo mix può essere preso sia dagli adulti che dai bambini.

Limone, cannella e miele

Si tratta di preparare uno sciroppo a base di questi tre ingredienti, ecco come: metti un po’ di miele in una padella e scaldalo a bagnomaria finché non è sciolto. Quindi aggiungi un pizzico di cannella e del limone. Fai raffreddare e bevi questo sciroppo per combattere il raffreddore in maniera efficace e naturale.

Miele e grappa

La grappa, ma più in generale l’alcol, mantiene il petto caldo e aumenta il calore del corpo, mentre il miele aiuta a combattere la tosse. Un cucchiaino di grappa e miele migliora la tosse.

Acqua tiepida

Bere acqua tiepida permette di combattere il raffreddore, la tosse e il mal di gola, riducendo l’infiammazione. Inoltre, l’acqua aiuta a reintegrare i liquidi nel corpo e permette di liberarsi dall’infezione che ci sta assediando.

Semi di lino per la tosse e il raffreddore

Fai bollire dei semi di lino finché non si addensano, poi scola. Aggiungi qualche goccia di succo di limone e del miele. Consumare la miscela per avere un sollievo molto veloce per il raffreddore e la tosse.

Soffritto di aglio

Fai soffriggere un paio di spicchi d’aglio nel burro e consuma il tutto quando è caldo. Può suonare come un intruglio “particolare” e di poco gusto (il che forse è vero), ma combatte molto bene sia la tosse che il raffreddore.

Chiudiamo infine con il suggerimento si alcune risorse online, in maniera particolare questo sito sulla rinite allergica e questo sul raffreddore.

Difendersi dalla puzza

Difendersi dalla puzza

L’odore del corpo è una questione delicata che è affrontata in maniera comune dalle aziende sanitarie che realizzano prodotti finalizzati proprio ridurre temporaneamente la puzza. Si tratta di prodotti chimici che creano una barriera dalla quale l’odore del corpo, per una breve durata, non esce. In realtà, sono solo dei palliativi, nel senso che non vanno ad agire sulle cause del cattivo odore.

Per avere la certezza di ridurre al minimo il cattivo odore è importante avere una buona igiene personale, dato che al contrario si arriva ad una situazione in cui si sviluppa non poco cattivo odore dalle ascelle, dai genitali e anche dalla zona intorno ai capezzoli.

Per evitare eccessiva sudorazione e uno sgradevole odore del corpo, ecco tre rimedi casalinghi che potete mettere in pratica già da oggi.

Radere le ascelle

I peli sotto le braccia sono un ambiente paludoso per i batteri, in maniera particolare in bella stagione. I peli sono porosi, il che significa che assorbono facilmente gli odori e rallentano l’evaporazione del sudore, provocando quel tipico odore di formaggio vecchio e stantio. Ecco perché radere le ascelle è una buona idea per evitare che i batteri non rimangano intrappolati nei peli provocando cattivo odore. Il sito sull’iperidrosi ZeroImbarazzo è una delle migliori guide in questo campo.

Cambiare spesso le scarpe

Un errore comune che si compie spesso è pensare che il peggior odore del corpo possa arrivare dalle ascelle, in realtà uno di quelli più ripugnanti viene dai piedi. Cambiare le scarpe in maniera frequente, e indossare calzature aperte in estate, ti permetterà di fargli prendere aria ed evitare che gli odori rimangano concentrati in un’unica area. Questo riduce anche il numero di batteri che si fermano nelle scarpe e sono in grado di provocare cattivo odore. Sul sito Albanesi trovate una guida completa riferita alle scarpe da running.

Usare l’aceto

Che si tratti di aceto di mele o di vino, esso è un grado di ridurre il livello del pH della pelle e di portarlo ad un ambiente anti-batteri. E’ consigliato spruzzare l’aceto sotto le braccia quando si esce dalla doccia, ma non subito dopo aver rasato le ascelle. Su Vivere più sani trovate consigli specifici su prodotti naturali per combattere il cattivo odore della pelle.

L’arroganza del Veneto

L’arroganza del Veneto

L’Italia è un paese unico da diversi punti di vista, le città del nostro paese ed i rispettivi abitanti si contraddistinguono per storia e tradizione. Ad oggi ci sono dei forti luoghi comuni che accompagnano le genti del nostro stivale, ma che non necessariamente rispecchiano la realtà: a Milano sono “polentoni”, a Treviso si dice che sono “ciacoloni”, ovvero chiacchieroni, a Genova sono “braccini corti”, cioè tirchi, a Roma sono “caciari”, ovvero casinisti. Insomma, città che vai e detto che trovi.

Oggi ci vogliamo soffermare in maniera particolare sulle caratteristiche dei veneti, popolo tra i più operosi e lavoratori del nostro paese, che i luoghi comuni definiscono arroganti. Ma è proprio così? Quanto c’è di vero in questa affermazione?

Le caratteristiche principali dei veneti sono:

  • umoristici, sono persone che scherzano su tutto e spesso non si prendono sul serio, ma questo non vuole dire che non affrontano la vita e il lavoro in maniera professionale, anzi. Proprio questa giovialità, unita alla serietà nella vita, li rende più unici che rari;
  • esagerati, in particolare i veneti. Essi magnificano la città di Venezia, una delle più belle al mondo, e hanno anche ragione a farlo, se a volte non esagerassero;
  • altruistici, a volte anche a costo di far danno a sé stessi, molti veneti sono ben disposti ad aiutare gli altri senza porsi problemi, in maniera particolare se si tratta di amici o parenti;
  • presuntuosi ed arroganti, a volte è proprio così, i veneti, ed i veneziani in maniera particolare, sono capaci di essere anche persone presuntuose ed arroganti in virtù del fatto che per loro è un vanto il passato glorioso del capoluogo della loro regione;
  • grandi lavoratori, in qualunque campo. Dal settore agricolo fino a quello del management aziendale, dall’industria dei viaggi e del turismo fino a quella del web, ovunque i veneti si contraddistinguono per la loro operosità. Il successo in campo regionale, nazionale ed internazionale di aziende come la Veneto Agricoltura, la Mp Group Italia e la Princess Tour ne sono la testimonianza.

Se vi intriga e volete conoscere di più i veneti, il miglior modo è entrare direttamente in contatto con loro. Un buon punto di inizio è farlo a livello lavorativo (qui trovate ad esempio il sito ufficiale della Mp Group Italia e qui quello della Veneto Agricoltura), potrete così ammirarne la laboriosità e, quando ne sarete diventati anche amici, capirete che sono persone squisite, uniche in ogni senso.

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

In Italia vediamo una situazione particolare da qualche tempo a questa parte, sembra quasi che gli italiani siano meno importanti rispetto agli stranieri. Ma non a tutti, badate bene, sono alcune particolari categorie.

Se ci fate caso, infatti, gli stranieri maggiormente protetti sono gli extracomunitari, che arrivano nel nostro paese in cerca di lavoro o di fortuna varia. Badate bene, non vogliamo essere razzisti, siamo lontani anni luce da questa idea e siamo convinti che ogni persona ha il diritto di vivere la sua vita come meglio crede, e se questo significa farlo in Italia, ben venga.

Il punto fondamentale è che, a volte, sembra quasi che gli stranieri hanno più diritti di noi italiani, che siano intoccabili, e questo, da italiano, ovviamente non va giù. Ma, d’altronde, sarebbe la stessa cosa se andassimo noi a fare da padroni in casa altrui. E’ di qualche tempo la storia, rimbalzata su tutti i telegiornali, del voler togliere il crocifisso dalle scuole, ma come ha detto Matteo Maria Zuppi, arcivescono di Bologna, “accogliere non è togliere il crocifisso dalle scuole, perché fa parte della nostra cultura“.

La sudditanza psicologica verso gli stranieri si registra in tanti campi, quello appena citato è solo uno dei vari. Se andassimo noi all’estero, ad esempio, non tutti i paesi sarebbero disposti ad avere tanta “soggezione” verso di noi. Prendiamo il Regno Unito, ad esempio, dove ci sono tantissimi stranieri che sono perfettamente integrati e che rispettano le leggi del luogo, che di certo non cambiano per essi.

Oppure andiamo in Francia, dove il popolo transalpino viene prima di ogni altra cosa. Prendiamo il lavoro, ad esempio, dove i francesi sono molto tutelati, ancora si prenda la cucina francese, che è tutelata dal primo all’ultimo ristorante come se fosse un patrimonio nazionale (e, a tutti gli effetti, è così).

Saliamo un po’ più al nord, in Svezia o in Islanda, dove la sovranità del popolo è riconosciuta e protetta, contro tutto e tutti.

E allora, da dove arriva cotanta sudditanza? L’UE ci ha messo sicuramente del suo, portando ogni paese a dover necessariamente accettare persone di altra nazionalità, ma un livello così elevato di “soggezione”, tanto da diventare in alcuni casi quasi un “asservimento”, non si è raggiunto da nessun’altra parte all’infuori della nostra penisola.

Cosa diavolo è l’INPDAP?

Cosa diavolo è l’INPDAP?

L’acronimo più impronunciabile della storia, la sigla impossibile da ricordare. Patetico. Ora ve la spieghiamo noi

L’INPDAP, non è altro che l’ente di previdenza dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, offre la possibilità di finanziamenti di piccola entità a color che abbiano necessità impellenti come spese mediche, ma anche per restrutturazione di case e altre svariate opportunità. Il fondo che è stato creato dall’INPDAP è chiamato Fondo di Gestione e sono tutti gli iscritti che possono goderne nel momento della necessità. La contribuzione è una caratteristica obbligatoria se si vuole accedere a questi fondi, sia i lavoratori che i pensionati possono accedere al fondo anche se iscritti ad enti previdenziali vari.

Il contributo da depositare per avere diritto a questi fondi è del 0.35% dello stipendio oppure pensione. Se si è titolari di questa caratteristica si potrà fare domanda per un Piccolo Prestito. Sarà a disposizione un modulo appropriato da compilarsi interamente e presentarlo presso gli uffici competenti INPDAP del territorio, sena dovere allegare anche le motivazioni della richiesta del prestito. I finanziamenti seguono le regole generali di tutti i prestiti e la rata per estinguerli (rata di ammortamento) è formata da una quota fissa (quota capitale) e da una quota interesse.

Il rimborso verrà effettuato mensilmente dal contraente che potrà scegliere un prestito da restituirsi in 12, 24 o 36 mesi di tempo, il TAN sull’importo lordo sarà del 4,25%. L’importo che verrà erogato sarà di una mensilità al netto (dello stipendio o della pensione) se si sceglierà un prestito di 12 mesi, di 2 mensilità se si deciderà per i 24 mesi mentre ovviamente sarà di 3 mensilità per i 36 mesi. L’ammortamento del debito potrà essere effettuato in contanti presso gli istituti di credito convenzionati o più semplicemente tramite il C/C bancario o se si vuole postale di colui che richiede il prestito.

Se colui che richiede il finanziamento non ha altri prestiti attivi che vincoleranno parte del suo stipendio o pensione il Piccolo Prestito potrà essere di 2 mensilità nette per 12 mesi di finanziamento, 4 mensilità per i 2 anni e 6 mensilità per i 3 anni di prestito arrivando ad un massimo di 8.000 Euro. Se invece di un lavoratore sarà un pensionato a richiedere il prestito l’importo non potrà mai superare il limite del quinto della pensione.

Una volta che l’ammortamento sarà terminato il prestito può essere ribadito. Se si muore o si resta invalidi in modo perenne, il prestito INPDAP è da considerarsi estinto. Per informazioni ulteriori si possono consultare molti siti validi che saranno in grado di darvi dettagli ulteriori su questo argomento.

La sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro

Pochi lavoratori conoscono i loro diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro, mentre alcuni dipendenti non hanno avuto alcuna formazione. Non importa dove si stia lavorando, in una libreria o in un grande magazzino, è comunque di vitale importanza per tutti i dipendenti avere informazioni di base relative a salute e sicurezza sul lavoro.

Alcuni settori di lavoro possono richiedere una formazione più approfondita, mentre altri possono solo aver bisogno di un corso di base breve. Ovunque si lavori, la salute e la sicurezza sul lavoro sono una parte importante per la creazione di un ambiente strutturato di lavoro. Ci sono metodi di sensibilizzazione sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, senza dover investire subito tempo e denaro in corsi di formazione.

Tutte le aziende e organizzazioni dovrebbero avere una copia di un manuale aggiornato e le informazioni che aiutano i propri dipendenti a procedere nella giusta direzione, ed essere esperti, oltre che di ferramenta anche di tematiche di sicurezza.. Questi manuali forniscono informazioni su tutto ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro. I manuali sulla salute e sicurezza sul lavoro contengono informazioni sui pericoli di incendio, rischi elettrici, infortuni e incidenti, primo soccorso, sollevamento di carichi pesanti, lavoro manuale e la sicurezza nei locali di lavoro.

Particolari cautele vanno adottate quando si ha a che fare con impianti che comportano particolare rischi a causa della particolare tipologia di tecnologia utilizzata: è il caso, ovviamente, degli impianti chimici, ma anche di techs apparentemente innocue: ad esempio gli impianti di depurazione (per i quali vi sono rischi biologici anche seri) o persino, seppure in forma, gli impianti di miscelazione, per i quali ci possono essere rischi di leaks tossiche.

Ci sono manuali specifici relativi agli incidenti e agli infortuni, la sicurezza antincendio e la sicurezza elettrica, ma la maggior parte delle aziende necessita solo di manuali di base, salvo che l’azienda abbia bisogno di argomenti più specifici.

Anche se le aziende dovrebbero avere questo materiale, i corsi di formazione non si dovrebbero mai ignorare ed è la responsabilità del team di gestione assicurare che il personale sia aggiornato. Tutti i corsi di formazione dovrebbero essere organizzati da un professionista qualificato designato o tramite un ente riconosciuto e certificabile.

I corsi possono variare da corsi a tempo pieno di un giorno intero a cinque giorni. Potrebbero essere necessari dei corsi per una qualifica completa nelle pratiche di salute e sicurezza sul lavoro. Questi corsi sono adatti per le persone che devono formare gli altri o lavorano in aree che possono avere un alto rischio sulla salute delle persone che ci lavorano.

Alcune organizzazioni possono fornire ai nuovi dipendenti un manuale di formazione di base che permette loro di avere una buona conoscenza di cosa ci si aspetta da loro. Le persone che lavorano in scuole, ospedali o nel settore pubblico devono aver completato un corso di formazione sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.

Contro l’handmade e gli altri stereotipi della decrescita

Contro l’handmade e gli altri stereotipi della decrescita

L’handmade, il costruire oggetti fatti a mano di qualità, è tornato di moda negli ultimi anni. La crisi economica ha dimostrato che alcuni principi su cui si fondava la società moderna non potevano essere più validi, in particolare il consumismo, il circondarsi di cose non necessarie si sta lentamente sgretolando come idea. Per riprendersi da questo momento difficile molti hanno pensato di rimboccarsi le maniche e di utilizzare la propria creatività e le proprie mani per produrre autonomamente elementi artigianali di qualità e di valore per poi proporli al mercato. L’handmade, quindi, è diventato la bandiera della decrescita, è questo il concetto auspicato da molti economisti i quali sono convinti che diminuendo la produzione economica e dei consumi, in modo controllato, si potrà ristabilire un nuovo equilibrio sia con la natura che tra gli esseri umani.

Tra i principi della decrescita ci sono, infatti, il risparmio delle risorse, lo sviluppo di una agricoltura biologica, che ha come conseguenza l’orto in casa fatto mano, il consumo critico, la de-globalizzazione. Anche se sembra un controsenso, questi elementi sono necessari per far ripartire l’economia, ma non tutti sono s’accordo. Contro l’handmade, come modello di decrescita felice, ci sono le produzioni di massa, che sono sinonimo di tanti posti di lavoro che andrebbero perduti. Inoltre in molti ipotizzano che una società che inverte la rotta della sua crescita potrebbe regredire, potrebbe creare nuove disuguaglianze, ma soprattutto il problema maggiore per uno Stato potrebbe essere quello della riduzione del Pil, per cui le conseguenze sarebbero ancora più dannose.

In realtà al momento queste sono solo teorie, stereotipi sulla decrescita, ma non significa che l’handmade e le produzioni di massa non possono vivere insieme e contribuire allo sviluppo di un Paese. Prodotti in serie, tutti uguali, con bassa qualità e a poco prezzo avranno ancora per molto tempo il loro mercato di riferimento, anche se si svilupperà un altro parallelo in cui gli artigiani vendono i loro manufatti personalizzati, di qualità e realizzati con uno stile unico.