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Author: PatheticEarthling

Difendersi dalla puzza

Difendersi dalla puzza

L’odore del corpo è una questione delicata che è affrontata in maniera comune dalle aziende sanitarie che realizzano prodotti finalizzati proprio ridurre temporaneamente la puzza. Si tratta di prodotti chimici che creano una barriera dalla quale l’odore del corpo, per una breve durata, non esce. In realtà, sono solo dei palliativi, nel senso che non vanno ad agire sulle cause del cattivo odore.

Per avere la certezza di ridurre al minimo il cattivo odore è importante avere una buona igiene personale, dato che al contrario si arriva ad una situazione in cui si sviluppa non poco cattivo odore dalle ascelle, dai genitali e anche dalla zona intorno ai capezzoli.

Per evitare eccessiva sudorazione e uno sgradevole odore del corpo, ecco tre rimedi casalinghi che potete mettere in pratica già da oggi.

Radere le ascelle

I peli sotto le braccia sono un ambiente paludoso per i batteri, in maniera particolare in bella stagione. I peli sono porosi, il che significa che assorbono facilmente gli odori e rallentano l’evaporazione del sudore, provocando quel tipico odore di formaggio vecchio e stantio. Ecco perché radere le ascelle è una buona idea per evitare che i batteri non rimangano intrappolati nei peli provocando cattivo odore. Il sito sull’iperidrosi ZeroImbarazzo è una delle migliori guide in questo campo.

Cambiare spesso le scarpe

Un errore comune che si compie spesso è pensare che il peggior odore del corpo possa arrivare dalle ascelle, in realtà uno di quelli più ripugnanti viene dai piedi. Cambiare le scarpe in maniera frequente, e indossare calzature aperte in estate, ti permetterà di fargli prendere aria ed evitare che gli odori rimangano concentrati in un’unica area. Questo riduce anche il numero di batteri che si fermano nelle scarpe e sono in grado di provocare cattivo odore. Sul sito Albanesi trovate una guida completa riferita alle scarpe da running.

Usare l’aceto

Che si tratti di aceto di mele o di vino, esso è un grado di ridurre il livello del pH della pelle e di portarlo ad un ambiente anti-batteri. E’ consigliato spruzzare l’aceto sotto le braccia quando si esce dalla doccia, ma non subito dopo aver rasato le ascelle. Su Vivere più sani trovate consigli specifici su prodotti naturali per combattere il cattivo odore della pelle.

L’arroganza del Veneto

L’arroganza del Veneto

L’Italia è un paese unico da diversi punti di vista, le città del nostro paese ed i rispettivi abitanti si contraddistinguono per storia e tradizione. Ad oggi ci sono dei forti luoghi comuni che accompagnano le genti del nostro stivale, ma che non necessariamente rispecchiano la realtà: a Milano sono “polentoni”, a Treviso si dice che sono “ciacoloni”, ovvero chiacchieroni, a Genova sono “braccini corti”, cioè tirchi, a Roma sono “caciari”, ovvero casinisti. Insomma, città che vai e detto che trovi.

Oggi ci vogliamo soffermare in maniera particolare sulle caratteristiche dei veneti, popolo tra i più operosi e lavoratori del nostro paese, che i luoghi comuni definiscono arroganti. Ma è proprio così? Quanto c’è di vero in questa affermazione?

Le caratteristiche principali dei veneti sono:

  • umoristici, sono persone che scherzano su tutto e spesso non si prendono sul serio, ma questo non vuole dire che non affrontano la vita e il lavoro in maniera professionale, anzi. Proprio questa giovialità, unita alla serietà nella vita, li rende più unici che rari;
  • esagerati, in particolare i veneti. Essi magnificano la città di Venezia, una delle più belle al mondo, e hanno anche ragione a farlo, se a volte non esagerassero;
  • altruistici, a volte anche a costo di far danno a sé stessi, molti veneti sono ben disposti ad aiutare gli altri senza porsi problemi, in maniera particolare se si tratta di amici o parenti;
  • presuntuosi ed arroganti, a volte è proprio così, i veneti, ed i veneziani in maniera particolare, sono capaci di essere anche persone presuntuose ed arroganti in virtù del fatto che per loro è un vanto il passato glorioso del capoluogo della loro regione;
  • grandi lavoratori, in qualunque campo. Dal settore agricolo fino a quello del management aziendale, dall’industria dei viaggi e del turismo fino a quella del web, ovunque i veneti si contraddistinguono per la loro operosità. Il successo in campo regionale, nazionale ed internazionale di aziende come la Veneto Agricoltura, la Mp Group Italia e la Princess Tour ne sono la testimonianza.

Se vi intriga e volete conoscere di più i veneti, il miglior modo è entrare direttamente in contatto con loro. Un buon punto di inizio è farlo a livello lavorativo (qui trovate ad esempio il sito ufficiale della Mp Group Italia e qui quello della Veneto Agricoltura), potrete così ammirarne la laboriosità e, quando ne sarete diventati anche amici, capirete che sono persone squisite, uniche in ogni senso.

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

Perchè tanta sudditanza psicologica verso gli stranieri

In Italia vediamo una situazione particolare da qualche tempo a questa parte, sembra quasi che gli italiani siano meno importanti rispetto agli stranieri. Ma non a tutti, badate bene, sono alcune particolari categorie.

Se ci fate caso, infatti, gli stranieri maggiormente protetti sono gli extracomunitari, che arrivano nel nostro paese in cerca di lavoro o di fortuna varia. Badate bene, non vogliamo essere razzisti, siamo lontani anni luce da questa idea e siamo convinti che ogni persona ha il diritto di vivere la sua vita come meglio crede, e se questo significa farlo in Italia, ben venga.

Il punto fondamentale è che, a volte, sembra quasi che gli stranieri hanno più diritti di noi italiani, che siano intoccabili, e questo, da italiano, ovviamente non va giù. Ma, d’altronde, sarebbe la stessa cosa se andassimo noi a fare da padroni in casa altrui. E’ di qualche tempo la storia, rimbalzata su tutti i telegiornali, del voler togliere il crocifisso dalle scuole, ma come ha detto Matteo Maria Zuppi, arcivescono di Bologna, “accogliere non è togliere il crocifisso dalle scuole, perché fa parte della nostra cultura“.

La sudditanza psicologica verso gli stranieri si registra in tanti campi, quello appena citato è solo uno dei vari. Se andassimo noi all’estero, ad esempio, non tutti i paesi sarebbero disposti ad avere tanta “soggezione” verso di noi. Prendiamo il Regno Unito, ad esempio, dove ci sono tantissimi stranieri che sono perfettamente integrati e che rispettano le leggi del luogo, che di certo non cambiano per essi.

Oppure andiamo in Francia, dove il popolo transalpino viene prima di ogni altra cosa. Prendiamo il lavoro, ad esempio, dove i francesi sono molto tutelati, ancora si prenda la cucina francese, che è tutelata dal primo all’ultimo ristorante come se fosse un patrimonio nazionale (e, a tutti gli effetti, è così).

Saliamo un po’ più al nord, in Svezia o in Islanda, dove la sovranità del popolo è riconosciuta e protetta, contro tutto e tutti.

E allora, da dove arriva cotanta sudditanza? L’UE ci ha messo sicuramente del suo, portando ogni paese a dover necessariamente accettare persone di altra nazionalità, ma un livello così elevato di “soggezione”, tanto da diventare in alcuni casi quasi un “asservimento”, non si è raggiunto da nessun’altra parte all’infuori della nostra penisola.

Cosa diavolo è l’INPDAP?

Cosa diavolo è l’INPDAP?

L’acronimo più impronunciabile della storia, la sigla impossibile da ricordare. Patetico. Ora ve la spieghiamo noi

L’INPDAP, non è altro che l’ente di previdenza dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, offre la possibilità di finanziamenti di piccola entità a color che abbiano necessità impellenti come spese mediche, ma anche per restrutturazione di case e altre svariate opportunità. Il fondo che è stato creato dall’INPDAP è chiamato Fondo di Gestione e sono tutti gli iscritti che possono goderne nel momento della necessità. La contribuzione è una caratteristica obbligatoria se si vuole accedere a questi fondi, sia i lavoratori che i pensionati possono accedere al fondo anche se iscritti ad enti previdenziali vari.

Il contributo da depositare per avere diritto a questi fondi è del 0.35% dello stipendio oppure pensione. Se si è titolari di questa caratteristica si potrà fare domanda per un Piccolo Prestito. Sarà a disposizione un modulo appropriato da compilarsi interamente e presentarlo presso gli uffici competenti INPDAP del territorio, sena dovere allegare anche le motivazioni della richiesta del prestito. I finanziamenti seguono le regole generali di tutti i prestiti e la rata per estinguerli (rata di ammortamento) è formata da una quota fissa (quota capitale) e da una quota interesse.

Il rimborso verrà effettuato mensilmente dal contraente che potrà scegliere un prestito da restituirsi in 12, 24 o 36 mesi di tempo, il TAN sull’importo lordo sarà del 4,25%. L’importo che verrà erogato sarà di una mensilità al netto (dello stipendio o della pensione) se si sceglierà un prestito di 12 mesi, di 2 mensilità se si deciderà per i 24 mesi mentre ovviamente sarà di 3 mensilità per i 36 mesi. L’ammortamento del debito potrà essere effettuato in contanti presso gli istituti di credito convenzionati o più semplicemente tramite il C/C bancario o se si vuole postale di colui che richiede il prestito.

Se colui che richiede il finanziamento non ha altri prestiti attivi che vincoleranno parte del suo stipendio o pensione il Piccolo Prestito potrà essere di 2 mensilità nette per 12 mesi di finanziamento, 4 mensilità per i 2 anni e 6 mensilità per i 3 anni di prestito arrivando ad un massimo di 8.000 Euro. Se invece di un lavoratore sarà un pensionato a richiedere il prestito l’importo non potrà mai superare il limite del quinto della pensione.

Una volta che l’ammortamento sarà terminato il prestito può essere ribadito. Se si muore o si resta invalidi in modo perenne, il prestito INPDAP è da considerarsi estinto. Per informazioni ulteriori si possono consultare molti siti validi che saranno in grado di darvi dettagli ulteriori su questo argomento.

La sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro

Pochi lavoratori conoscono i loro diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro, mentre alcuni dipendenti non hanno avuto alcuna formazione. Non importa dove si stia lavorando, in una libreria o in un grande magazzino, è comunque di vitale importanza per tutti i dipendenti avere informazioni di base relative a salute e sicurezza sul lavoro.

Alcuni settori di lavoro possono richiedere una formazione più approfondita, mentre altri possono solo aver bisogno di un corso di base breve. Ovunque si lavori, la salute e la sicurezza sul lavoro sono una parte importante per la creazione di un ambiente strutturato di lavoro. Ci sono metodi di sensibilizzazione sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, senza dover investire subito tempo e denaro in corsi di formazione.

Tutte le aziende e organizzazioni dovrebbero avere una copia di un manuale aggiornato e le informazioni che aiutano i propri dipendenti a procedere nella giusta direzione, ed essere esperti, oltre che di ferramenta anche di tematiche di sicurezza.. Questi manuali forniscono informazioni su tutto ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro. I manuali sulla salute e sicurezza sul lavoro contengono informazioni sui pericoli di incendio, rischi elettrici, infortuni e incidenti, primo soccorso, sollevamento di carichi pesanti, lavoro manuale e la sicurezza nei locali di lavoro.

Particolari cautele vanno adottate quando si ha a che fare con impianti che comportano particolare rischi a causa della particolare tipologia di tecnologia utilizzata: è il caso, ovviamente, degli impianti chimici, ma anche di techs apparentemente innocue: ad esempio gli impianti di depurazione (per i quali vi sono rischi biologici anche seri) o persino, seppure in forma, gli impianti di miscelazione, per i quali ci possono essere rischi di leaks tossiche.

Ci sono manuali specifici relativi agli incidenti e agli infortuni, la sicurezza antincendio e la sicurezza elettrica, ma la maggior parte delle aziende necessita solo di manuali di base, salvo che l’azienda abbia bisogno di argomenti più specifici.

Anche se le aziende dovrebbero avere questo materiale, i corsi di formazione non si dovrebbero mai ignorare ed è la responsabilità del team di gestione assicurare che il personale sia aggiornato. Tutti i corsi di formazione dovrebbero essere organizzati da un professionista qualificato designato o tramite un ente riconosciuto e certificabile.

I corsi possono variare da corsi a tempo pieno di un giorno intero a cinque giorni. Potrebbero essere necessari dei corsi per una qualifica completa nelle pratiche di salute e sicurezza sul lavoro. Questi corsi sono adatti per le persone che devono formare gli altri o lavorano in aree che possono avere un alto rischio sulla salute delle persone che ci lavorano.

Alcune organizzazioni possono fornire ai nuovi dipendenti un manuale di formazione di base che permette loro di avere una buona conoscenza di cosa ci si aspetta da loro. Le persone che lavorano in scuole, ospedali o nel settore pubblico devono aver completato un corso di formazione sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.

Contro l’handmade e gli altri stereotipi della decrescita

Contro l’handmade e gli altri stereotipi della decrescita

L’handmade, il costruire oggetti fatti a mano di qualità, è tornato di moda negli ultimi anni. La crisi economica ha dimostrato che alcuni principi su cui si fondava la società moderna non potevano essere più validi, in particolare il consumismo, il circondarsi di cose non necessarie si sta lentamente sgretolando come idea. Per riprendersi da questo momento difficile molti hanno pensato di rimboccarsi le maniche e di utilizzare la propria creatività e le proprie mani per produrre autonomamente elementi artigianali di qualità e di valore per poi proporli al mercato. L’handmade, quindi, è diventato la bandiera della decrescita, è questo il concetto auspicato da molti economisti i quali sono convinti che diminuendo la produzione economica e dei consumi, in modo controllato, si potrà ristabilire un nuovo equilibrio sia con la natura che tra gli esseri umani.

Tra i principi della decrescita ci sono, infatti, il risparmio delle risorse, lo sviluppo di una agricoltura biologica, che ha come conseguenza l’orto in casa fatto mano, il consumo critico, la de-globalizzazione. Anche se sembra un controsenso, questi elementi sono necessari per far ripartire l’economia, ma non tutti sono s’accordo. Contro l’handmade, come modello di decrescita felice, ci sono le produzioni di massa, che sono sinonimo di tanti posti di lavoro che andrebbero perduti. Inoltre in molti ipotizzano che una società che inverte la rotta della sua crescita potrebbe regredire, potrebbe creare nuove disuguaglianze, ma soprattutto il problema maggiore per uno Stato potrebbe essere quello della riduzione del Pil, per cui le conseguenze sarebbero ancora più dannose.

In realtà al momento queste sono solo teorie, stereotipi sulla decrescita, ma non significa che l’handmade e le produzioni di massa non possono vivere insieme e contribuire allo sviluppo di un Paese. Prodotti in serie, tutti uguali, con bassa qualità e a poco prezzo avranno ancora per molto tempo il loro mercato di riferimento, anche se si svilupperà un altro parallelo in cui gli artigiani vendono i loro manufatti personalizzati, di qualità e realizzati con uno stile unico.

Agenzie Investigative: come distinguere le buone dalle truffe?

Agenzie Investigative: come distinguere le buone dalle truffe?

Trattare un argomento complesso come quello rappresentato dalle agenzie investigative può spesso generare dubbi ed in alcuni casi scalpore. Generalmente l’opinione comune associa questa tipologia di professione agli scandali che avvengono all’interno dei nuclei familiari, ma la vastità delle problematiche trattate da questi organi è molto più complessa di quanto non appaia ad un primo esame.

Le agenzie in questione, infatti, vengono spesso coinvolte affinché possano occuparsi di tematiche ben più articolate di quanto non lo siano i tradimenti coniugali: un esempio di tali argomentazioni può essere ricercato nell’assenteismo e nello spionaggio industriale, fenomeni molto diffusi in ambito commerciale, o ancora nellaricerca di persone scomparse e nella prevenzione di intercettazioni telefoniche o ambientali. In sostegno di tutte le eventualità appena elencate un’agenzia investigativa deve disporre di determinati requisiti che la rendano meritevole di portare questo nome.

In primo luogo, un’agenzia investigativa degna di fiducia deve comporsi di uno o più elementi che siano in grado di dimostrare la loro preparazione: tali elementi infatti devono disporre non solo di un diploma di scuola superiore, ma anche di un praticantato triennale presso un investigatore esterno; a tutto ciò vanno inoltre aggiunti i corsi di perfezionamento previsti dal caso.

Riassumendo il concetto, il singolo investigatore deve essere depositario di una solida cultura generale e di caratteristiche personali quali la curiosità, l’intuito ed una buona dialettica, ma tutto questo non basta al fine di rendere un’agenzia investigativa efficiente ed affidabile. E’ importante che abbia i giusti contatti e le giuste conoscenze in loco (inutile rivolgersi ad un investigatore privato di Romaper un lavoro a Viterbo).

Il compito di stabilire la validità di un’agenzia investigativa spetta al cliente. Quest’ultimo non deve lasciarsi trarre in inganno dai prezzi altamente concorrenziali, in quanto la richiesta di un basso compenso non sempre equivale ad un servizio qualitativamente scarso; in secondo luogo, lo stesso cliente non è tenuto a prediligere un’agenzia composta da molti membri, perché l’efficienza della stessa viene spesso dimostrata tramite le capacità del solo titolare; un elemento del quale diffidare è invece rappresentato dalle eventuali promesse che l’investigatore può proporre al cliente: un mestiere analogo a quello trattato non dispone di percentuali di successo effettive, anche se la chiave di tale successo può essere raggiunta tramite l’impiego di modalità operative efficienti.

Cercando di riassumere il tutto, un dato soggetto può concedere la propria fiducia a tutte le agenzie che operano con trasparenza. Qualora il beneficiario del servizio non fosse ancora del tutto convinto, uno strumento utile al fine di eliminare ogni dubbio è rappresentato dalle ricerche effettuabili sulla rete: è molto importante ricordare, infatti, che gli atti illeciti compiuti in campo investigativo vengono registrati da molti quotidiani, e che gli articoli riportati su di essi, anche se datati, possono essere rintracciati con estrema facilità.

L’ossessione ridicola per i denti bianchi

L’ossessione ridicola per i denti bianchi

Non tutti sanno che il colore dei denti è un fattore genetico, ma alcuni desiderano denti più bianchi, al punto che la passione per lo sbiancamento diventa patologica. L’ossessione per i denti bianchi sta diventando molto frequente negli Stati Uniti e pian piano anche in Europa, in un confine labile tra l’odontoiatria ufficiale, l’implantologia e la chirurgia estetica. Lo sbiancamentodei denti infatti è percepito perlopiù come un normale intervento estetico, e risulta il servizio attualmente più richiesto.

Un bravo dentista pratica lo sbiancamento, se è neccessario, ovvero qualora la dentatura è macchiata in maniera evidente da caffè, sigarette e acidi derivati da bevande gassate, ad esempio. Un intervento da fare poche volte nel corso degli anni e solo se i denti sono privi di carie, otturazioni e corone visibili; le tariffe si aggirano dai 200 ai 600 euro per arcata e l’efficacia varia da persona a persona. Ma l’ossessione dei denti perfettamente bianchi e splendenti va ben oltre. Sul mercato esistono diverse tipologie di prodotti sbiancanti: dai semplici dentifrici, alle mascherine alle pellicole whitestripes, ai famosi kit utilizzati tanto in Inghilterra. Di per sé questi prodotti non sono dannosi, ma un ossessionato li utilizza talmente spesso che la maggior parte delle volte danneggiano i denti in maniera permanente.

Gli effetti collaterali possono essere: smalto corrotto o assente, ipersensibilità all’acqua e aria, formicolio, riduzione delle gengive. Nei casi estremi il risultato è opposto a quello desiderato, ovvero i denti, perdendo lo smalto, risultano grigi o bluastri. Sconsigliato dagli esperti lo sbiancamento “fatto in casa” con limone, sale o bicarbonato. Anche questi rimedi naturali possono compromettere la salute di gengive e denti.

E’ un mondo difficile: mettere la casa al sicuro

E’ un mondo difficile: mettere la casa al sicuro

Da un’indagine del Censis, i furti negli appartamenti sono aumentati del 20 per cento nell’ultimo anno. La casa dovrebbe essere il luogo in cui ci si riposa, lasciando fuori lo stress, e il solo pensiero che questa tranquillità domestica possa essere violata ci impedisce di condurre una vita serena.

Ci sono molti accorgimenti per rendere l’ abitazione più sicura. Un buon sistema di allarme è di certo un efficace deterrente. Oggi ne esistono in commercio di vari tipi. Gli antifurto da esterno si trovano nel modello a infrarossi, a onde elettromagnetiche o con le  due tecnologie abbinate. Per i sensori da interno si usano prevalentemente quelli a infrarossi, la cui ultima versione è dotata di “Pet control” per impedire che cani e gatti domestici possano far scattare l’allarme. Infine si può optare per i contatti magnetici da applicare a porte e finestre. Altra soluzione possibile è un impianto di videosorveglianza con più telecamere.

Se non si vuole installare un sistema di antifurti, è il caso di mettere al sicuro i punti di entrata degli eventuali topi d’appartamento. La porta blindata è una garanzia, e per le finestre il consiglio è  quello di applicare inferriate di sicurezza e infissi alle finestre di qualità. Ce ne sono di mobili e di fisse, personalizzabili come colore, forma e grandezza per adattarsi allo stile della casa. In alternativa, si può ricorrere alle persiane blindate, realizzabili a una sola anta o a due ante. Per il massimo della tranquillità è consigliabile scegliere anche un vetro antieffrazione, creato con un  apposito sistema stratificato per resistere a qualunque tipo di urto o pressione.

Queste soluzioni vi lasceranno dormire e viaggiare tranquilli, e ricordatevi sempre di non dichiarare ai quattro venti quanto starete assenti per le vacanze, e di lasciare le chiavi di casa a una persona fidata che possa venire da voi in orari sempre diversi, così da confondere ogni  malintenzionato.

Rivolta contro la Tv: perchè la TV va boicottata

Rivolta contro la Tv: perchè la TV va boicottata

Il momento storico che stiamo vivendo è quantomai ricco di controsensi, ce ne possiamo accorgere quotidianamente ed in qualsiasi settore.

Viviamo un altissimo sviluppo tecnologico ma spesso vorremmo isolarci per eccesso di tecnologia, abbiamo molto, praticamente tutto, ma almeno una volta al giorno ripetiamo che bisognerebbe tornare agli antichi ritmi della natura. Ovviamente, queste riflessioni toccano anche il “discorso televisione“. E’ davvero un problema per il nostro secolo? Produce più danni dei benefici che potrebbe apportare? Cosa c’è di sbagliato nella storica scatola delle meraviglie?

Analizziamo quindi più approfonditamente questo argomento e vediamo perchè, proprio in questa epoca, la TV va boicottata.

Al momento della sua nascita, la televisione ha rappresentato una vera e propria svolta epocale. Ha portato nelle case delle famiglie notizie, novità, intrattenimento e anche aggregazione. Si, perchè quando non tutti avevano la possibilità di possederne una, ci si riuniva per guardare i pochi programmi televisivi che venivano trasmessi e si commentava tutti insieme dando vita a dibattiti interessanti e costruttivi.

Oggi, ahinoi, tutto ciò si è evoluto dando vita alla peggiore delle aspettative: la TV è diventata isolamento. Ognuno si rintana nel suo guscio trasparente isolandosi appunto da tutto per concedersi il vizio di programmi televisivi spesso poco edificanti. Perchè anche questo è un ulteriore problema della televisione dei nostri tempi.Nella frenesia di creare tutto si è finiti per creare niente.

Una soluzione a tutto ciò?

Il boicottaggio. Se ognuno di noi usufruisse del diritto di scelta consapevole ed esprimesse il proprio dissenso in maniera chiara ed esplicita, non si assisiterebbe solo allo spettacolo della lamentela collettiva fine a se stessa di fronte a palinsesti privi di interesse e utilità oggettiva, ma si genererebbe una sana e proficua rivolta contro la TV attuale che di conseguenza verrebbe messa in discussione e ridefinita secono uno standard più vicino alle esigenze ed alle aspettative del pubblico.